NEL GIUBILEO 2025 – BAKHITA SPERANZA DI VITA BUONA PER TUTTI
L’alba del “Febbraio mese di Bakhita” 2025 si sta avvicinando e con essa tutta una serie di iniziative che l’Associazione Bakhita Schio-Sudan in collaborazione con le Madri Canossiane e con il patrocinio del Comune di Schio mette in atto nella città.
Il programma è piuttosto nutrito e lo si può consultare sulla locandina a seguire
Alla Madonna del Summano la prima locandina 3-2-2025
Come ogni anno la prima locandina che pubblicizza il febbraio mese di Bakhita viene posta all’ingresso della chiesa di Santa Maria del Summano il monte che domina e veglia sulla città di Schio.
Una presentazione e richiesta di protezione nella Fede a Maria delle attività che si svolgeranno nel mese. Una tradizione laica di buon auspicio per la buona riuscita delle iniziative. E’ anche l’occasione per scattare alcune foto da utilizzare per le specifiche locandine virtuali dei vari eventi.
La fatica del cammino per giungere alla vetta sotto la luce della grande croce sia foriera di soddisfazioni.
“La speranza è un’assenza che si fa presenza, sicura e non evidente, come il viaggio del sole nella notte” (p. Ermes Ronchi)
Preparazione alla Festa di Santa Giuseppina Bakhita Dal 30-01 al 7-2-2025
Le Madri Canossiane di Schio si sono adoperate anche quest’anno alla preparazione alla Festa con una NOVENA ed un TRIDUO tradizionalmente attesi in città.
Il Tema della speranza come “attesa, conforto, possibilità per TUTTI”.
“La quercia chiese al mandorlo: Parlami di Dio. E il mandorlo fiorì” (N. Kazantzakis e Cfr. Ger 1,11-12)
Chiesa Santuario di Santa Giuseppina Bakhita durante una celebrazione presieduta da don Ivan Ghidina direttore Istituto Salesiano di Schio. Nella foto anche madre Angela Sartori e don Guido Bottegal.
Santa Messa alla presenza di Autorità civili e militari 8-2-2025
Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin segretario di Stato Vaticano si unisce alla preghiera inviando il seguente messaggio al presidente dell’Associazione Bakhita Schio Sudan:
Una cerimonia molto sentita, svolta per l’occasione nel Duomo di San Pietro a Schio, ha accolto fedeli, autorità civili e militari (presenti tra gli altri: Il sindaco di Schio Cristina Marigo, il presidente del Consiglio Comunale Valter Orsi, Il Capitano della compagnia carabinieri Francesco Grasso, il Luogotenente comandante la stazione carabinieri Giancarlo D’Ascanio, il presidente Associazione Schio2020 Sergio Asciolla, I rappresentanti della Guardia di Finanza, i rappresentanti dell’Associazione ex carabinieri in congedo, i rappresentanti della Polizia locale) nel ricordo di Santa Giuseppina Bakhita salita in cielo l’8 febbraio 1947.
L’occasione è propizia per ricordare anche i compianti mons. Giacomo Bravo e Mons. Antonio Doppio (già Arciprete del Duomo di Schio) morti in un incidente l’8 febbraio 2003 mentre percorrevano le strade della terra di Bakhita il Sudan dove erano andati per portare il saluto e la vicinanza della Diocesi di Vicenza.
“La speranza vede l’invisibile, tocca l’intangibile e realizza l’impossibile”
Cena Solidale 15-2-2025
Gli oltre 140 iscritti all’iniziativa conviviale proposta (con qualche defezione dell’ultima ora causa il periodo influenzale) rappresentano un numero ragguardevole di persone che ringraziamo e che ci spronano a fare ogni anno sempre meglio. Ci sono stati alcuni momenti particolarmente significativi:
La condivisione dei nostri progetti portati avanti nell’anno come la scuola con Padre Lecleir ai confini col Congo, la radio e formazione operatori col Vescovo Carlassare a Rumbek (erano presenti i genitori del Vescovo che ci hanno veramente onorato con la loro presenza e che ringraziamo della vicinanza).
È stato molto bello avere con noi la signora Giancarla Stocchero e col pretesto di darle un piccolo presente sentire dalle sue lucide e vive parole una testimonianza da parte dell’unica nostra associata che ha conosciuto Bakhita in vita. Grazie signora Giancarla!
La cena è stata l’occasione per dare un pubblico plauso alle madri Canossiane (Bakhita era Canossiana) e tramite le madri presenti portare all’ altare di Santa Bakhita, a nostro nome, una composizione di fiori.
Nella festa ha trovato un doveroso spazio anche il ricordo di chi , collaboratore prezioso, ci ha preceduto. Di chi è “andato avanti” come si usa dire nel gergo delle nostre montagne vicentine: Mons. Antonio Doppio, Adriano Adriani, Piero Cacciavillan, Rosi De Pretto. Ricordo esteso anche a tutte le altre persone che ci sono state vicine in questi anni e che lo sono ancora nei nostri cuori.
Altro momento molto bello e significativo, per l’aspetto laico della nostra Associazione, è stato il consegnare la tessera di socio alla nostra Sindaco Cristina Marigo che aveva chiesto di associarsi e aggiungersi agli altri 3 sindaci viventi di Schio già soci (Valter Orsi, Luigi Dalla Via, Berlato Sella Giuseppe, questi ultimi due presenti alla cena). È stata l’occasione per ribadire la vicinanza e stretta collaborazione, sin dall’origine, tra la città di Schio, la sua Amministrazione e l’Associazione Bakhita Schio-Sudan APS nonché la condivisione e supporto alle attività.
È partita poi una grandiosa lotteria con tantissimi premi offerti da Aziende, negozi e privati (alcuni da sempre nostri sostenitori) che ringraziamo per la generosità. Tra tutti i premi ci piace ricordare il buono per un soggiorno di due notti a Venezia per due persone messo in palio dalle madri Canossiane con la complicità delle consorelle della città lagunare e che, ormai da tradizione, chiude la lotteria e la serata.
“Se c’è una cosa che ho imparato, è che non bisogna mai perdere la speranza. Anche nei giorni più bui, può sempre accendersi una luce” (Enzo Biagi)
Conferenza Padre Ermes Maria Ronchi “La materia di cui sono fatti i sogni è la speranza” 20-2-2025
Duecento persone ad ascoltare padre Ermes Ronchi al Faber box di Schio. Una serata dedicata alla speranza. Una profonda riflessione su “la materia di cui sono fatti i sogni è la speranza”. Un pubblico attento e partecipe ha abbracciato con affetto il relatore incontrando anche la Santa moretta ( indicata da padre Ermes come esempio di speranza) e conoscendo l’Associazione a Lei titolata.
Un grazie a Padre Ermes Ronchi, a quanti si sono adoperati per l’organizzazione e al numeroso pubblico presente!
Di seguito potete ascoltare la sempre arricchente conferenza di Padre Ermes:
“Sogno è l’altro nome della speranza. I have a dream, io ho un sogno: inizia così il più celebre discorso di Martin Luther King” (Padre Ermes Ronchi)
Concerto per Bakhita “nel Giubileo della Speranza” 23-2-2025
Un concerto superlativo quello che i cori G.E.S. di Schio diretto dal maestro Marco Manzardo, Voci della Ferrata di Verona diretto dal maestro Raffaello Benedetti e Croda Rossa di Mirano (VE) diretto dal maestro Gianni Ancillotto, hanno eseguito nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Schio il 23 febbraio.
Una chiesa gremita con oltre 300 persone ha applaudito il concerto sin dalle prime battute. Un concerto che ha proposto un mix tra canzoni della tradizione e qualche originalità.
Durante la presentazione si è voluto ricordare Papa Francesco che attraversa un periodo molto complesso per la Sua salute!
Alla fine tutti allietati da una bellissima apericena!!!
Un grazie in particolare al Coro GES e Al Suo presidente Giuseppe Inderle! Un grazie a Mons. Carlo Guidolin dell’Unità Pastorale Santa Bakhita che ci ha ospitati. Un grazie al Comune di Schio rappresentato dall’Assessore alla gentilezza Milva Scortegagna.
“La speranza è una forma di felicità, e forse la sua suprema espressione” (Enzo Biagi)
Presentazione Libro Lucio Simonato “Mentre Vado” 28-2-2025
Una sala degli affreschi bella piena di persone ha partecipato attenta alla presentazione del libro di Lucio Simonato in conversazione con fratel Lino Breda. Una serata diversa che ha permesso di parlare di grandi temi e valori universali. Così le parole Ascolto, rispetto, accoglienza, speranza, hanno guidato i ragionamenti come i passi di Sebastiano il protagonista del libro.
“Mentre Vado – Diario di incontri” non è un romanzo ma“un caleidoscopio di situazioni, di tipologie umane, di caratterizzazioni di Pirandelliana memoria. Uno spaccato di umanità… Un pellegrinaggio alle sorgenti dell’umano!
Di seguito potete ascoltare la conversazione:
Un grazie riconoscente a Lucio Simonato che ha accettato di mettersi in gioco e a Fra Lino Breda spalla sicura, valore aggiunto e amico fedele!
“…Eppure c’è un mondo nascosto, il mondo delle persone deboli, di chi ha bisogno… Un mondo di speranza… Buona lettura di cuore!” (Lucio Simonato)
Un grazie particolare a tutti:
I collaboratori, cori, relatori, etc. e all’Unità Pastorale Santa Bakhita, che rendono possibile un programma di questo tipo.
I proventi derivanti dalle offerte, raccolte durante le iniziative, saranno devoluti a progetti di formazione scolastica e professionale in Sud Sudan terra di origine della nostra Santa “moretta”.
Il 5 gennaio 2025 Mons. Carlo Guidolin apre la porta Santa della Chiesa Giubilare di Santa Giuseppina Bakhita a Schio.
La Chiesa della Sacra Famiglia, meglio conosciuta come chiesa di S. Bakhita (via Fusinato, 51 a Schio), è indicata dal Vescovo di Vicenza Mons. Giuliano Brugnotto quale chiesa Giubilare per il GIUBILEO della SPERANZA voluto da Papa Francesco per il 2025.
Speranza, attraverso il messaggio lasciato da Santa Giuseppina Bakhita. Speranza
Papa Francesco dice di immaginare tre parole come targhe sulle porte delle nostre case: Grazie, permesso e scusa. “Grazie” è una parola fondamentale dell’esistenza, a partire da quella in famiglia. Insieme a “permesso” e “scusa”, è una chiave che apre la strada per vivere bene, per vivere nella pace.
“La speranza è un essere piumato che si posa sull’anima, canta melodie senza parole e non finisce mai” (Emily Dickinson).
L’Associazione Bakhita Schio Sudan augura a tutti un Buon Natale ed un Felice 2025.
Nel Natale che ci introduce nell’Anno Giubilare della Speranza vogliamo, usando le parole di Papa Francesco, augurare ed augurarci:
“Non lasciatevi rubare la Speranza”
Come scriveva il poeta Khalil Gibran: “Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”
Vogliamo riportare a seguire gli Auguri di cui tanti carissimi amici hanno voluto onorarci:
Il Vescovodi Vicenza Giuliano Brugnotto ci invia i seguenti auguri:
Don Dante Carraro Direttore CUAMM Medici con l’Africa:
Camminare Insieme con Coraggio e Speranza
Carissime e carissimi, un caro augurio di Buon Natale!
Portiamo nel cuore l’Africa e la sua gente, i tanti papà, mamme e bambini che incontriamo ogni giorno. Il nostro augurio è l’impegno a camminare insieme a loro, anche dove è difficile e anche quando il buio sembra prevalere e la fiducia ti abbandona.
È “quel” Gesù bambino a darci il coraggio necessario e la tenacia ostinata di continuare a essere “con” loro! Buon Natale!
Don Dante
Suor Piera De Munari suora missionaria Comboniana a Malakal – Sud Sudan
Un augurio per Schio e per l’Associazione Bakhita Schio Sudan
A Schio, mio Paese di origine, un saluto e un augurio per un’ Santo Natale portatore di Pace Vera e di Speranza di imparare a vivere di piu’ come persone che costruiscono rapporti di comunione con tutti. Io l’ho sperimentato anche in questo mio ultimo viaggio apostolico tra la tribu’ Nuer. Gesu’ che viene apri sempre piu’ il mio cuore per poter amare come Te. Un abbraccio forte a ciascuno e a tutti. Buon Natale!
Suor Piera
Suor Piera tra la popolazione Nuer
Padre Stefaan Leclair sacerdote diocesano della diocesi di Anversa inviato a Yambio (Sud Sudan) responsabile “Sainte Josephine Bakhita school” nel centro di Ngandimo
Un Augurio per un Natale di Speranza e Luce dal Cuore dell’Africa
In Sud Sudan, dove lavoro come missionario, Santa Giuseppina Bakhita è giustamente vista come una persona del suo popolo. Lì era felice da bambina, avendo una sorella gemella e ottimi genitori.
Gli anni belli nel villaggio di Olgossa, però, furono interrotti dal duro periodo della schiavitù, ma una volta in Italia – in una libertà appena riconquistata – poté di nuovo donare il suo cuore a tutte le cose belle e alle belle persone che la circondavano.
Tuttavia, gli anni bui della schiavitù furono più che un’interruzione del bene e del bello che aveva ricevuto. Per tutta la vita portò i segni delle percosse e delle umiliazioni subite a El Obeid.
Ma ha anche imparato ad apprezzare meglio la felicità riconquistata. Comprese a fondo cosa significava vivere “in Cristo” come figli di Dio liberati, e vide anche come il Signore la guidava nella sua Provvidenza, soprattutto negli anni bui. Una volta battezzata, scoprì Gesù come un Amico fedele che voleva diventare uguale a noi in tutto e che aveva accettato l’esistenza di una schiava.
Bakhita è la santa della speranza. Si adatta al periodo Natalizio, dove la Luce risplende nelle tenebre, e si adatta al nuovo anno santo 2025 che attraversiamo come pellegrini della Speranza. Pertanto, Santa Giuseppina non solo ha le sue radici qui, nel cuore dell’Africa, ma indica ancora oggi al popolo del mondo la strada da seguire.
Il Sud Sudan è un Paese molto devastato. Indipendente solo dal 2011, ha attraversato una dozzina di anni di guerra civile. Il Paese non si è ancora ripreso. Non ci sono quasi strade, non c’è un adeguato approvvigionamento idrico, l’istruzione è ai minimi termini e ora che c’è la guerra nel vicino Sudan, il giovane Paese è invaso da milioni di rifugiati e l’intera economia è in crisi.
Nelle nostre parrocchie, tuttavia, possiamo offrire piccoli segni di speranza, ad esempio nella nostra modesta scuola “Saint Josephine Bakhita” o nella costruzione di pozzi o offrendo ai giovani un nuovo futuro. La vigilia di Natale, i giovani della mia parrocchia si riuniscono per accogliere il Signore nella gioia e nell’amore. È una serata e una notte di preghiera, canti ed Eucarestia in una delle frazioni più povere della parrocchia rurale. Lontani da ogni comodità, i giovani trascorrono il Natale come i pastori nei campi di Betlemme.
Questo insieme a tanti altri in tutto il mondo, compresi quelli di Schio. E il nostro cuore va, in questi giorni dell’Incarnazione, al bellissimo santuario delle suore Canossiane di Schio, dove Santa Giuseppina attira tanti pellegrini che scoprono il cammino della Speranza.
Carissime Amiche e Carissimi Amici dell’ Associazione Bakhita Schio-Sudan, nell’imminenza del Santo Natale Vi scrivo per condividere con Voi un “dono anticipato”.
Nella mia recente missione in Tanzania ho avuto la graditissima sorpresa di incontrare alcune “Nostre” comuni conoscenza legate all’amata terra sudanese: sr. Cecilia Nakagiri, con cui ci siamo collegati lo scorso 16 Febbraio 2024 durante la tavola rotonda “Terra di Bakhita: conflitti e semi di speranza“; sr. Helen Poni (sudanese), sr. Redempta Antony Chuwa e sr. Pauly Mathew. Tutte loro facevano parte delle comunità canossiane di Khartoum ed El Obeid.
Da ormai un anno, a causa del conflitto che ancora affligge il Sudan, hanno lasciato la terra di Bakhita e sono ora impegnate in varie attività in Tanzania.
La loro mente e il loro cuore sono però rimasti laggiù e tutte si dicono pronte a ritornare appena possibile. A Voi tutti invio i Loro, e miei, auguri di cuore per un Santo Natale che porti in dono pace e serenità. Ci auguriamo vicendevolmente un Nuovo Anno di rinnovata speranza per la terra e il popolo sudanese, fedeli all’impegno che Santa Bakhita ha consegnato a tutti Noi: “Non dimenticatevi della mia amata terra”.
Giancarlo Urbani
Giancarlo Urbani, durante la recente visita in Tanzania con alla sua sinistra suor Cecilia Nakagiri.
Padre Christian Carlassare Vescovo di Bentiu e Amministratore Apostolico di Rumbek (Sud Sudan):
Un augurio per questo Natale che inaugura anche l’anno giubilare della speranza
«Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi penetra dentro, sceglie una creatura umana come suo strumento e compie meraviglie lì dove uno meno se lo aspetta» (Dietrich Bonhoeffer)
𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘
A luglio scorso, papa Francesco ha eretto la nuova diocesi di Bentiu scorporando questo territorio dalla diocesi di Malakal. La mia nomina come primo vescovo di questa diocesi è stata un dono e una sorpresa inaspettata. Nel mese di agosto sono andato a prendere possesso di Bentiu e celebrare con la gente. Il territorio è molto vasto. Copre una superficie di quasi 38 mila chilometri quadrati, circa il doppio del Veneto. La popolazione conta circa 1 milione 130 mila persone appartenenti alle due etnie – Dinka e Nuer – le cui relazioni non sono facili. I Cattolici sono 450 mila, mentre i protestanti circa 350 mila. Il resto della popolazione segue la propria religione tradizionale. C’è anche una piccola ma significativa presenza di mussulmani. Le parrocchie sono sette, tutte molto estese nel territorio e con un numero molto grande di cappelle. Dopo l’ordinazione sacerdotale di due giovani preti il 10 novembre scorso, i preti diocesani sono ora nove. In diocesi abbiamo una comunità di missionari comboniani che segue la parrocchia di Leer, e tre frati cappuccini che seguono la parrocchia di Rubkona.
Questa parte di popolazione è certamente tra le più emarginate e povere del paese. Il territorio è molto isolato e difficile da raggiungere. Non ci sono strade praticabili e per molti mesi dell’anno ci si arriva solo in aereo. La città di Bentiu è stata devastata dal conflitto (2013-19). Rubkona ospita il più grande campo sfollati del paese: ben 130 mila persone che vivono totalmente dipendenti dall’aiuto umanitario. Questo campo era nato a causa della violenza contro i civili perpetrata durante il conflitto. Dopo l’accordo di pace e il governo di unità nazionale del 2019, la gente è rimasta nel campo sia a causa della povertà che dell’inondazione. Il Nilo ha infatti esondato coprendo più della metà del territorio sommergendo villaggi e terreni coltivabili. L’UNHCR riporta che il 90% della popolazione abbia abbandonato i propri villaggi per trovare rifugio in terreni più elevati ed asciutti. In diocesi c’è anche la presenza di circa 70 mila rifugiati sudanesi soprattutto di etnia Nuba nei campi di Yida e Jamjang. C’è tanta miseria e la popolazione vive in una condizione di vulnerabilità molto grave.
A questo si aggiunge la crisi ecologica che è sempre legata a una crisi umana. Infatti lo sviluppo economico slegato dall’etica non riduce le disuguaglianze, ma le aumenta insieme a evidenti ingiustizie. Infatti il petrolio che viene qui estratto non ha portato benessere alla popolazione. È stato fonte di arricchimento personale per la classe dirigente, ha alimentato la violenza nel paese e nelle aree dove c’è, e continua a fungere da motore principale della competizione tra le élite all’interno del sistema politico del paese. L’estrazione del petrolio ha avuto un impatto negativo sull’ambiente a causa delle perdite di sostanze tossiche che oggi, con l’inondazione, inquinano le fonti d’acqua alla quale la popolazione attinge non senza effetti negativi sulla salute. È uno sviluppo che ha dato priorità al profitto di alcuni gruppi a scapito del bene comune: la protezione dei più deboli, la promozione della pace e una vita più dignitosa per tutti.
Si avvicina il Natale. Mi sembra che la ricorrenza e il senso di questa celebrazione porti con sé un messaggio profetico molto forte per l’uomo di oggi, come anche per la Chiesa la cui missione deve essere incarnata nei problemi reali, quelli che tolgono vita. I padri della Chiesa ci ricordano che nell’incarnazione “Dio divenne uomo affinché l’uomo diventi Dio”. L’uomo, per quanto ci provi, che sia attraverso il potere, o la scienza o la tecnologia, non può diventare Dio. Questi sforzi non lo portano ad altro che alienarsi e a perdere la propria umanità. Il Dio fatto uomo ci divinizza come uomini nella comunione con Lui. Quindi non ci nega di essere persone umane, ma ci guarisce dal modo dominante del nostro essere uomini: un modo che sta producendo orrori come la guerra in Medio Oriente e tanti altri pezzetti di guerre, di miserie, di ingiustizie che compongono un mondo dal volto sfigurato e disumano.
Gesù bambino ci fa vedere il vero volto di chi siamo: pellegrini che cercano la somiglianza con Dio, la comunione con Lui e i fratelli e sorelle. Gesù chiede tutto e non solo una parte, tutto ciò che c’è bisogno perché il Suo sogno prenda forma. Soltanto chi non pensa a sé vive responsabilmente, ossia vive realmente. Solamente la Chiesa che non esiste per la propria autocelebrazione o preservazione ma per il popolo povero di Dio, è veramente Chiesa. Questo è il cammino inaugurato dal Natale che ci apre a percorsi e prospettive nuove.
Sabato 5 Ottobre 2024 si è svolta la consueta marcia che percorre i 30 km da Vicenza a Schio nel ricordo di Santa Giuseppina Bakhita, quest’anno giunta alla 25^ edizione.Oltre un centinaio di persone hanno partecipato all’iniziativa magistralmente organizzata dall’Associazione Marcia delle Primule.
Durante il percorso i pellegrini sono stati coinvolti dalle riflessioni proposte da madre Maria Carla Frison sul tema: “Santa Giuseppina Bakhita ci invita tutti al banchetto della speranza” (tema che introduce il “Giubileo della Speranza” del prossimo anno).
Di seguito alcune immagini che ritraggono membri dell’Ass. Bakhita Schio-Sudan e il presidente Ass. Marcia delle primule.
Camminata non solo come avvenimento podistico ma soprattutto come occasione di socializzazione ed introspezione.
Un grazie particolare a Sua Eccellenza il Vescovo di Vicenza Mons. Giuliano Brugnotto che ha voluto essere presente, con la benedizione ai marciatori, alla partenza della marcia nella chiesa di Santa Bertilla a Vicenza.
Nell’occasione sua Eccellenza annuncia che il prossimo anno la Chiesa di Santa Bakhita a Schio sarà una delle chiese Giubilari.
IL DI PIU’ DI MADRE BAKHITA – TESTIMONE DI PACE E SPERANZA
Un mese ricco di momenti speciali! Si è ricordata Santa Giuseppina Bakhita, si sono ricordati i compianti Mons. Antonio Doppio e Mons. Giacomo Bravo, s’è ricordata la martoriata terra di origine della nostra Santa Moretta!
Sono stati con noi tanti amici che ci hanno aiutato a capire, ad attualizzare, o semplicemente a fare festa per e con Bakhita. Tanti amici, in prima linea in Africa, sono stati lontani fisicamente eppure vicini e presenti. E’ stato un mese dove tutto ci ha parlato di Bakhita e soprattutto del Suo messaggio di PACE e di SPERANZA!
Ricordiamoci che: le idee, i propositi, i progetti, viaggiano con le gambe degli uomini. Se dalle testimonianze ascoltate durante il Triduo o nelle omelie delle Messe, se dalle esperienze vissute e raccontate nella conferenza, se dalla serenità e armonia dei canti corali, se dalla convivialità della cena o dalla simpatia della lotteria… Se da uno di questi momenti siamo riusciti a stimolare riflessione, serenità, PACE, gioia, curiosità, vicinanza ad un mondo lontano eppure sempre più vicino, allora avremo raggiunto il nostro scopo. Sarà dipeso molto da noi ma anche Bakhita avrà sicuramente messo del Suo!
Preparazione alla festa (dal 30 Gennaio al 7 Febbraio):
Le madri Canossiane di Schio si sono adoperate con grande impegno alla PREPARAZIONE ALLA FESTA con una NOVENA e un TRIDUO molto sentiti in città. Un plauso particolare a Madre Maria Carla Frison, membro della nostra Associazione e grande motore di tutte le iniziative proposte.
Madre Maria Carla Frison nella chiesa dell’Istituto Figlie della carità Canossiane.
Lettera inviataci dalla madre Generale dell’Ordine Canossiano
Santa Messa 8 Febbraio
In una chiesa gremita di fedeli, alla presenza di Autorità civili e militari, il Vescovo emerito di Chioggia don Adriano Tessarollo ed il Vicario generale del Vescovo di Vicenza don Giampaolo Marta, assieme ad una nutrita schiera di sacerdoti locali (tra cui don Mariano Ronconi membro della nostra Assocciazione) hanno festeggiato la ricorrenza di Santa Giuseppina Bakhita con una cerimonia di grande intensità.
Sacerdoti celebranti (da sx sull’Altare: Don Giampaolo Marta, il Vescovo emerito Adriano Tessarollo e don Mariano Ronconi).Partecipanti alla celebrazione dell’8 Febbraio alle ore 18,45
Durante le preghiere dei fedeli si sono ricordati anche i due sacerdoti che l’8 Febbraio del 2003 morivano in un incidente nella terra di Bakhita mentre erano andati ad omaggiarla nel giorno della Sua salita in Cielo. Mons. Giacomo Bravo e Mons. Antonio Doppio. Quest’ultimo già Arciprete del duomo di Schio alle radici fondative della nostra Associazione.
Gianfrancesco Sartori mentre ricorda il compianto Mons, Doppio accanto ad un Suo ritratto.
Tavola rotonda: Terra di Bakhita: conflitti e semi di speranza 16 Febbraio
Nella cornice del moderno edificio denominato FABER BOX, che la città di Schio ha messo a disposizione della cittadella degli studi e della città tutta, si è svolta, alla presenza di un centinaio di persone, una Tavola rotonda sulla terra di Bakhita il Sudan (oggi Nord e Sud Sudan).
Presentazione del convegno. Da sinistra: il dott. Giancarlo Urbani resp. progetti Fondazione Canossiana VOICA, il presidente Associazione Bakhita Schio Sudan Gianfrancesco Sartori, il dott. Vincenzo Riboni CUAMM medici con l’Africa e fratel Lino Breda monaco di Bose.
Il primo relatore ad intervenire è stato il dott. Giancarlo Urbani che ha dato subito la parola alla madre Canossiana suor Cecilia Nakagiri che attraverso un collegamento (non facile) in videoconferenza dall’Africa ha salutato i presenti e parlato della situazione in Nord Sudan dove una guerra civile “poco raccontata dai media Italiani” sta mietendo centinaia di vittime e creando un alone immane di sofferenza. La sensazione è che, nella scacchiera del Sudan, potenze straniere stiano giocando una partita che nulla ha a che fare con l’Africa e con i Suoi veri interessi. Anzi porta la popolazione sempre più verso carestia e miseria.
Madre Cecilia Nakagiri in teleconferenza dall’Africa
Il dott. Urbani, nel suo intervento, oltre a parlarci dei progetti portati avanti in Nord Sudan, ha voluto ringraziare, a nome della FONDAZIONE CANOSSIANA VOICA, la città di Schio ed in particolare la compianta signora Luigina Lollato per il lascito testamentario fatto alla Fondazione Canossiana per realizzazioni nella terra di Bakhita. Grato Urbani anche alla nostra Associazione per gli ottimi rapporti che si intrattengono con la Fondazione Canossiana.
Il dott. Giancarlo Urbani mentre ricorda la signora Lollato
Il secondo relatore della serata ad intervenire è stato il dott. Vincenzo Riboni del CUAMM medici con L’’Africa. Ha raccontato la sua pluriennale esperienza di servizio negli ospedali in Sud Sudan dove ha imparato a conoscere ed innamorarsi di una realtà che gioisce delle cose semplici ed affronta le difficoltà e le privazioni col sorriso sulle labbra. Negli ospedali Sud Sudanesi è grande soddisfazione vedere che sono tante le persone locali che si stanno specializzando nelle pratiche mediche accompagnate dai medici che col CUAMM offrono il loro affiancamento.
Il dott. Vincenzo Riboni durante la sua relazione
L’occasione è opportuna per ricordare con un messaggio di vicinanza anche il dott. Giorgio Dalle Molle membro, oltre che del CUAMM, della nostra Associazione e impegnato in questi giorni in Eritrea.
L’occasione ha permesso di ricordare anche gli amici: Il Vescovo Christian Carlassare impegnato a Renk, Suor Piera De Munari Comboniana impegnata a Malakal, Padre Stefaan Lecleir impegnato a Yambio.
Il Segretario di Stato Vaticano Sua Eminenza il Cadinale Pietro Parolin nella foto durante la recente visita in Sud Sudan con il dott. Riboni ed il Vescovo Carlassare.
La serata si è conclusa con l’intervento riflessivo in chiave spirituale del monaco di Bose fratel Lino Breda che ha portato un messaggio carico di speranza. Bakhita testimone di pace e speranza! “…La nostra è un’epoca, ha detto fratel Lino, che può metterci spavento e farci disperare ma può essere anche un’epoca appassionante se accettiamo la logica del Vangelo (che è accoglienza, rispetto, perdono)… Non dimentichiamo mai che ci sono piccoli segni di speranza ma se il seme non cade in terra e non muore non dà frutto… Non permettere che il dialogo politico e le relazioni tra noi siano all’insegna della demonizzazione dell’altro…”
Fratel Lino Breda durante il suo interventoRelazione Fratel Lino
Cena Solidale 24 Febbraio
Oltre cento commensali hanno condiviso la Cena solidale proposta nella serata del 24 Febbraio presso la sala cene dell’Oasi Rossi a Santorso.
Occasione, soprattutto attraverso la simpatica lotteria, di raccogliere offerte da devolvere ai progetti dell’Associazione.
Una breve relazione iniziale ha permesso ai presenti di conoscere quanto si è fatto e si sta facendo grazie anche ai contatti coi nostri amici che operano direttamente in Africa.
Non è lasciata al caso neanche la decisione di svolgere la cena presso l’Oasi Rossi gestita dalla Cooperativa sociale nuovi orizzonti ritenendo di aiutare anche questa nelle sue meritevoli attività.
Tra i partecipanti alla cena possiamo riconoscere i seguenti membri dell’Associazione: Cristina Maddalena, Federica Andreini. Giancarla Stocchero, Gianfrancesco Sartori, Gianna Cumerlato, Giuseppe Berlato Sella, Ivana Gecchelin, Lucio Simonato, Luisa Fontana, Marco Zambon, Maria Carla Frison, Mario Benvenuti, Monica Gianoli, Paolo Prosdocimi, Roberto Dorigato, Roberto Tomiello, Silvio Sartore,
CONCERTO Cori G.E.S., INGESTIBILI e COSTABELLA 25 Febbraio
Bravi e sinceri complimenti a tutti!
Si sono conclusi con il concerto gli appuntamenti che l’Associazione Bakhita Schio Sudan ha messo in campo per il febbraio mese di Bakhita…
I tre cori schierati per i canti conclusivi
Riteniamo che non potessero concludersi nel modo migliore: in un duomo gremito di persone i cori G.E.S. e INGESTIBILI di Schio diretti dal maestro Marco Manzardo e il coro COSTA BELLA di Lazise VR diretto dal maestro Stefano Rigo hanno saputo far vibrare le corde emozionali con le loro canzoni magistralmente eseguite. Una ora e mezza talmente piacevole da risultare trascorsa in un attimo.
Coro G.E.S diretto dal maestro Marco Manzardo
Le canzoni ci hanno raccontato spesso di guerra per parlarci di pace e mai come oggi questo bisogno di pace si fa esigenza e monito… Bakhita testimone di pace e speranza!!!
Coro InGEStibili diretto dal maestro Marco Manzardo
I cori ci hanno fatto emozionare con suoni d’altri tempi che parlano direttamente al cuore. Parlano delle nostre montagne, della terra e del Cielo toccando la preghiera più semplice e vera! Il di più di madre Bakhita!!!
Coro Costabella diretto dal maestro Stefano Rigo
A chiusura del concerto e a cori uniti, un lungo applauso ha accolto “La montanara” canzone scritta nel 1927 dall’alpinista scledense Toni Ortelli che presto festeggerà, come sottolineato dal presidente del coro G.E.S. Giuseppe Inderle, i 100 anni.
Il saluto dei cori e del presidente coro G.E.S. Giuseppe Inderle
Conclusione:
Si racconta che Santa Giuseppina Bakhita, che visse a Schio a cavallo delle due guerre, più volte rassicurò i concittadini di non temere perché i bombardamenti non avrebbero leso la città… Molti allora si erano affidati con fiducia e speranza a Lei… Così come, quando il Covid ha iniziato a mietere vittime e creato quella pestilenziale paura tra i nostri concittadini, Il sindaco di Schio, a nome della città, chiese la protezione della Santa con una cerimonia svoltasi innanzi alle Sue spoglie e lasciando nel Santuario di Bakhita il gonfalone della città stessa… Oggi a Bakhita noi potremo chiedere di guardare, con il Suo sorriso protettivo, a tutto il mondo che sta attraversando un periodo buio come pochi… Di guardare alla Sua Africa ed in particolare alla Sua terra sconvolta dalla guerra civile… Di guardare alla guerra tra la Russia e L’Ucraina… Di guardare a quanto sta accadendo tra Israele e Palestina… E a tutte le altre situazioni del mondo che ci fanno pensare a quello che il poeta Salvatore Quasimodo scrisse: “sei ancora quello della pietra e della fionda uomo del mio tempo”!
Possiamo noi guardare a Bakhita quale “TESTIMONE DI PACE E DI SPERANZA” !
I migliori auguri di Buon Natale e felice Anno nuovo dall’Associazione Bakhita Schio Sudan attraverso alcune immagini giunte con gli auguri dai nostri amici impegnati in Africa!
Notte di Natale a Yambio Sud Sudan con gli auguri di Padre LecleirBambini della comunità di Rumbek con gli auguri da parte del Vescovo CarlassareFoto dal campo profughi di Malakal con gli Auguri di Suor Piera
Anche quest’anno un’ottantina di partecipanti ha reso omaggio a Santa Bakhita percorrendo i trenta chilometri da Vicenza a Schio in allegra amicizia, riflettendo su un argomento più che mai attuale quale “Dal perdono alla pace – cuori ardenti, piedi in cammino” il tutto magistralmente organizzato dall’Associazione Marcia delle Primule e guidato dalle riflessioni di Papa Francesco interpretate e rielaborate per l’occasione da Madre Maria Carla Frison delle Canossiane di Schio nonché componente dell’Associazione Bakhita Schio Sudan.
Sciarpetta con locandina e libretto della marciaCamminatori durante la marciaCamminatori durante la marciaPresidente Associazione Marcia delle Primule Flaviano Dalla Fina mentre porge il saluto conclusivo della marcia nel Duomo di Schio Alcuni componenti Associazione Bakhita in cammino: da sx Mario Benvenuti, Gianfrancesco Sartori, Madre Maria Carla Frison
Una folta partecipazione di Associazioni e di cittadini hanno ravvivato Piazza Falcone Borsellino in occasione della FESTA DEL VOLONTARIATO 2023 voluta e promossa dall’ Amministrazione Comunale Scledense.
Le Associazioni hanno potuto farsi conoscere e far conoscere il proprio operato alla cittadinanza ma anche incrementare la conoscenza e la sinergia tra di loro in un contesto di cordialità e gioia. Anche la nostra Associazione è stata presente e attiva.
da sx Gianfrancesco Sartori, Madre Maria Carla Frison, Roberto Tomiello e Silvio Sartoreda sx Walter Bonin con la signora Luisa a dx del gruppo , a seguire da sx Gianna Pojer, Federica Andreini
Padre Stefaan Lecleir è incaricato dal Vescovo di Anversa (dove Padre Lecleir è nato nel 1960) a portare avanti una missione a Yambio (Sud Sudan) e a svolgere l’attività di Parroco a Sakure a sud di Yambio vicino al confine con il Congo. Qui ha istituito nel centro di Ngandimo la “Sainte Josephine Bakhita School” con lo scopo di portare scolarizzazione ad una zona in gran parte priva della minima istruzione.
Immagini della realtà di Yambio Sud Sudan fornite da Padre Lecleir
L’Associazione Bakhita Schio Sudan, in ottemperanza anche al proprio Statuto, ha deciso di sostenere l’iniziativa e l’operato di Padre Stefaan Lecleir finanziando la costruzione dei locali e relativi servizi indispensabili alla scuola stessa. Man mano che i lavori andranno avanti Padre Lecleir ci fornirà adeguata documentazione che provvederemo a condividere in questo sito.
Padre Steefan Lecleir con il presidente Associazione Bakhita Schio Sudan Gianfrancesco Sartori